Prepariamoci ad una guerra di informazione sul Vaccino

I social media si stanno già riempiendo di disinformazione su un vaccino Covid-19, mesi o anni prima ancora che ci sia.

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Fra i tanti ad esempio il filmato “PLANDEMIC”- un documentario diventato VIRALE sui social media nei giorni scorsi, ha profuso imposture e assurdità ridimensionate sul coronavirus a milioni di persone.

L’editorialista del New York Times, Kevin Roose , partendo dalla visione di questo documentario è arrivato a partorire una ipotesi abbastanza allarmistica. Si è posto un interrogativo che dovrebbe fare paura. Forse, nella sua disamina, il colonnista di una delle più importanti testate giornalistiche internazionali, pompa un po’ la sua ipotesi, ma ci pone un quesito molto importante e da tenere in considerazione, perchè il rischio, seppur al momento contenuto, c’è e non bisogna neanche prenderlo sottogamba come magari finora sta succedendo. Non potremmo permettercelo, non dobbiamo permettere che possa succedere.


E se pur avendo ottenuto un vaccino Covid-19 metà della popolazione rifiutasse di prenderlo?

Tutta la disinformazione vista finora – le false voci che le torri per cellulari 5G alimentano il coronavirus, che bere candeggina o iniettare raggi UV può curarlo, che il Dr. Anthony Fauci sia parte di una cospirazione anti-Trump – potrebbe essere solo l’atto di riscaldamento per una guerra di informazione molto più grande quando un vaccino efficace diverrà disponibile al pubblico. Questa guerra potrebbe mettere funzionari e politici della sanità pubblica contro un movimento anti-vaccinazione che inonda i social media con disinformazione, teorie del complotto e propaganda volte a convincere le persone che il vaccino è una minaccia piuttosto che un miracolo salvavita, salvifico dall’economia.

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Kevin Roose ha seguito la comunità anti-vaccino dentro e fuori per anni, osservando i suoi membri operare in gruppi privati di Facebook e account Instagram e ha scoperto che sono molto più organizzati e strategici di quanto molti dei loro critici credano. Sono abili manipolatori dei media, comunicatori efficaci ed esperti nello sfruttamento dei punti deboli delle piattaforme di social media. (Solo un esempio: poco dopo che Facebook e YouTube hanno iniziato a rimuovere copie di “Plandemic” per aver violato le loro regole, gruppi anti-vaccino lo hanno modificato e ripubblicato in modi astuti eludendo il software di applicazione automatica delle piattaforme.)

I no-vax si sono esercitati per questo e saranno insolitamente efficaci nel seminare dubbi su un vaccino Covid-19.

Ciò é inquietante per diversi motivi.

  1. a causa dell’urgenza della pandemia, è probabile che qualsiasi promettente vaccino Covid-19 venga seguito rapidamente attraverso il processo di test e approvazione. Potrebbe non passare attraverso anni di studi clinici e studi accurati di possibili effetti collaterali a lungo termine, come fanno altri farmaci. Sarebbe una leva per gli attivisti anti-vaccino per affermare che non è stato testato, che per questo è pericoloso, trasformando le preoccupazioni ragionevoli in paure diffuse e infondate sulla sua sicurezza.
  2. se dovesse emergere un vaccino, ci sono buone probabilità che le principali organizzazioni sanitarie come la Bill and Melinda Gates Foundation o l’Organizzazione mondiale della sanità possano avere un ruolo nella produzione o distribuzione. In tal caso, gli attivisti anti-vaccino, che hanno combattuto contro questi soggetti per anni, avranno un sacco di materiale accumulato per cercare di screditarli. Stanno già prendendo di mira Gates con teorie del complotto infondate che affermano che ha creato e sta cercando di trarre profitto dal virus. Queste teorie saranno amplificate e i tentativi di screditare le principali attività di ricerca sui virus si intensificheranno man mano che il vaccino si avvicina.
  3. se e quando un vaccino Covid-19 verrà approvato per un uso diffuso, le persone potrebbero essere obbligate a prenderlo prima di essere autorizzati a volare su determinate compagnie aeree, frequentare determinate scuole o entrare in determinate attività. È una buona idea, dal punto di vista della salute pubblica. La vaccinazione obbligatoria è stata un punto di discussione particolarmente potente per gli attivisti anti-vaccino, hanno alle spalle anni di battaglie contro le politiche obbligatorie sui vaccini, creando talvolta un groviglio di blocchi stradali e danneggiando campagne pubblicitarie con le loro manifestazioni di protesta.

É stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature lo studio sul movimento anti-vaccino online dei due ricercatori, Neil Johnson e Rhys Leahy, della George Washington University. Lo studio, che ha mappato la conversazione sui vaccini su Facebook durante l’epidemia di morbillo del 2019,

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ha scoperto che c’erano quasi tre volte più comunità attive anti-vaccinazione rispetto alle comunità pro-vaccinazione. Inoltre, hanno scoperto che mentre le pagine pro-vaccini tendevano ad avere più follower, le pagine anti-vaccini crescevano più rapidamente. “Ci aspettavamo di trovare un forte nucleo di Vanilla Science– la gente a favore dei vaccini – ma non è quello che abbiamo trovato”, sostiene Johnson. “Abbiamo trovato una vera lotta online, in cui l’establishment della salute pubblica e i suoi sostenitori stanno quasi combattendo nel posto sbagliato.”

“I gruppi di difesa della salute pubblica tendono ad essere monolitici, inviando un messaggio” che i vaccini sono sicuri ed efficaci, sottolinea Leahy. “Il movimento anti-vax è davvero diversificato.”

Tuttavia recenti sondaggi hanno evidenziato che la maggior parte degli americani prenderebbe un vaccino Covid-19 se fosse disponibile oggi.

Persino politici scettici sui vaccini, incluso il presidente Trump, fanno il tifo per un vaccino che può prevenire la malattia. E alcuni esperti di salute pubblica ipotizzano che la pressione pubblica per porre fine alla pandemia e tornare alla vita normale potrebbe sopraffare l’attivismo anti-vaccino. “La gente ha agli occhi il bilancio delle vittime di Covid-19 in ogni parte del mondo”, ha dichiarato Kasisomayajula Viswanath, professore di comunicazione sanitaria presso la Harvard School of Public Health. “La mia ipotesi è che se esiste un vaccino di successo, specialmente in assenza di trattamento, le persone possono non tenere conto dei gruppi anti-vaccino”.

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Ma l’accettazione pubblica di un vaccino Covid-19 è tutt’altro che sicura. E vedere piattaforme come Facebook e YouTube che lottano per contenere la diffusione di video come “Plandemic” fa riflettere. Quando sarà il momento di convincere miliardi di persone a prendere un vaccino contro il coronavirus, la sanità pubblica e le società di social media potrebbero essere sopraffatti da un movimento anti-vaccino ben oleato che ha già inquinato l’ambiente con disinformazione e teorie della cospirazione.

Ciò si può evitare iniziando a gettare le basi prima che sia troppo tardi. Organizzazioni come i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie e il W.H.O. dovrebbero prendere in cosiderazione le dinamiche delle comunità online e iniziare a condurre una campagna per ripristinare la fiducia nell’establishment medico durante lo sviluppo di un vaccino. Le società di social media devono prendere sul serio la minaccia della disinformazione legata ai vaccini e dedicare enormi risorse per fermarne la diffusione.

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